Nella confusione imperante, i cardinali dei dubia
esortano i fedeli a mantenersi saldi nella tradizione

Nella nostra traduzione dal testo inglese (LifeSiteNews4 gennaio 2018), una recentissima intervista del Card. Brandmüller. Nessun accenno del cardinale alla cosiddetta correzione formale; il che potrebbe significare che sia la sua desistenza a condizionarne la concretizzazione. Siamo alla solita impropria cattedra mediatica da cui vengono commenti adeguati ed esortazioni valide; ma la confusione continua a regnare sovrana. Bisogna continuare a pregare e a resistere, tenendo desto l'impegno anche nel versante informativo.

In unʼintervista rilasciata a dicembre ad Armin Schwibach del sito internet tedesco kathnet, tradotto in inglese da Michael J. Miller per il Catholic World Report, il cardinale ha risposto candidamente alle  domande dell’intervistatore su Martin Lutero, sui dubia, sui “matrimoni” tra persone dello stesso sesso, sui transgender e sulla crescente confusione all’interno della Chiesa cattolica.

‘Una ribellione perversa’

Quando l’intervistatore gli ha rivolto domande sulle nuove sfide alla legge naturale, il cardinale non ha usato mezzi termini. Brandmüller ha definito le idee di “matrimonio” tra persone dello stesso sesso e di transgender “una ribellione perversa”.
“Sostenere che persone omosessuali possano contrarre ‘matrimonio’ o che, per mezzo di operazioni chirurgiche o altri interventi sulla natura dell’essere umano, si possa cambiare di sesso costituisce una ribellione esplicita e perversa contro l’ordine della creazione, contro la natura dell’essere umano così com'è stata voluta e creata da Dio”, ha affermato. “Agire in modo contrario a tale natura è l’autodistruzione dell’essere umano”.
Il cardinale ha affermato che è “preoccupante” che il soggettivismo sia arrivato a tali estremi, e che tale ideologia è un rifiuto della condizione di creature e un’usurpazione del regno di Dio. “È l’uomo sul trono di Dio”, ha esclamato. “Un concetto grottesco, assurdo e apocalittico”.

Sull’attuale confusione all’interno della Chiesa
Il cardinale concorda con l’affermazione di Schwibach secondo cui vi sarebbe un tumulto nella Chiesa e afferma che tutto ciò è già stato previsto da San Paolo. Il suo consiglio è di “lasciarci guidare” dalla Tradizione della Chiesa.
“In questa situazione, che è già stata prevista da San Paolo — vedi le epistole a Tito e a Timoteo — la cosa fondamentale è lasciarsi guidare dalla Tradizione della Chiesa, che è guidata a sua volta dallo Spirito Santo e ha trovato la sua espressione concreta e contemporanea nel Catechismo della Chiesa cattolica”, ha dichiarato Brandmüller.
“Qualsiasi cosa contraddica questo catechismo — indipendentemente dalla fonte della contraddizione — non è una verità cattolica. Chiunque creda nelle verità esposte dal Catechismo e viva in conformità con esse si trova sul retto cammino”.
Ma nonostante la confusione, Brandmüller non crede che la Chiesa cattolica contemporanea si trovi in una “situazione storica senza precedenti”. Egli cita la crisi ariana.
“All’epoca della crisi ariana — gli ariani non credevano che Gesù fosse della stessa natura di Dio Padre — la stragrande maggioranza dei vescovi della parte orientale dell’Impero Romano erano caduti nell’errore. Questa letale minaccia alla fede fu superata solo grazie ai concili di Nicea e di Calcedonia: il Signore era ed è ancora sulla barca — anche se sembra che stia dormendo”.

Il Cardinal Brandmüller è stato uno dei principali critici delle nuove dottrine proposte ai cattolici a partire dal sinodo straordinario sulla famiglia. Prima ancora di firmare i dubia sullʼAmoris Letizia, egli è stato uno dei cinque cardinali che hanno contribuito alla stesura del libro Remaining in the Truth of Christ, che si è opposto alla proposta del Cardinal Walter Kasper di permettere alle persone che si trovano in unioni sessuali irregolari di ricevere la Santa Comunione.

Sui dubia

L’intervistatore ha chiesto al cardinale anche qual è la sostanza dei dubia, ossia le domande che il cardinale tedesco ed altri tre cardinali hanno inviato a Papa Francesco in seguito alla pubblicazione dellʼAmoris Laetitia. Brandmüller le ha elencate e ha spiegato quali risposte sarebbero in armonia con i fondamenti della fede e della morale cattolici.
  1. “Può una persona legata ad un’altra dal sacro vincolo del matrimonio e che vive come marito e moglie con una terza persona (AL 305, nota 351) ricevere ‘l’assoluzione e la Comunioneʼ in certi casi?
  2. Esistono norme morali restrittive e assolute o proibizioni che obblighino senza eccezioni e in ogni circostanza (es. l’uccisione di una persona innocente)?
  3. È vero — oggi come in passato — che una persona che viva in modo persistente in stato di adulterio si trova oggettivamente in stato di peccato mortale?
  4. Esistono circostanze della vita che possano diminuire la responsabilità morale fino al punto di scusare o addirittura giustificare moralmente un atto immorale (in questo caso l’adulterio)?
  5. Può una decisione della coscienza personale permettere eccezioni alla proibizione assoluta di atti in sé immorali?”.
“Come vede”, ha continuato il cardinale, “queste domande concernono i fondamenti della fede e dell’insegnamento morale. Se seguiamo tale insegnamento, alle domande 1, 4 e 5 si deve rispondere con un ‘no’ senza ambiguità, e alle domande 2 e 3 con un ‘sì’”.

Sul dialogo luterano-cattolico

Parlando alla fine dell’“Anno Luterano 2017”, il 500° anniversario della Riforma Protestante, Brandmüller ha affermato che non vi è alcuna necessità che il cattolicesimo “rivaluti” Lutero; tanto i cattolici come i protestanti hanno elaborato un modo di dibattere su di lui già 60 anni fa.
“Si può far risalire al più tardi alla fine della dittatura nazista il momento in cui… [gli] studiosi [tedeschi cattolici e protestanti] … hanno individuato un modo di scrivere su Lutero o sulla Riforma che si basi su una rappresentazione sobria e oggettiva dei fatti, sulle fonti storiche e sulla loro interpretazione critica”, ha affermato il cardinale. “Perciò, parlare della necessità che i cattolici rivalutino Lutero rivela una manifesta ignoranza dello stato attuale degli studi e della letteratura pertinente”.
Brandmüller ha spiegato che le 95 tesi di Lutero potrebbero anche essere interpretate in modo cattolico come una forma di “protesta di un sacerdote impegnato contro la comprensione erronea e l’abuso delle indulgenze”.
Ma nel 1520 Lutero ha operato una rottura chiarissima coi “cardini fondamentali” della fede cattolica. Il Cardinal Brandmüller ritiene che l’idea secondo cui Lutero possa essere definito il “Dottore dell’autentica riforma della Chiesa” sia da respingere. Lutero, ha affermato, non voleva la riforma della Chiesa, bensì “un sollevamento radicale”.
“Nel suo trattato ‘Ai nobili della nazione tedesca’, [Lutero] annunciò che avrebbe abbattuto tre muri”, ha continuato il cardinale.
“Nel primo muro egli vedeva il sacerdozio fondato sui Sacri Ordini, nel secondo il Magistero della Chiesa fondato sulla missione incaricata da Gesù Cristo, nel terzo l’esistenza del papato. Al frate agostiniano non importava nulla del fatto che questi tre ‘muri’ fossero eretti su salde fondamenta bibliche. Dopo l’abbattimento di questi tre muri, Lutero prevedeva il collasso dell’intera struttura della Chiesa pontificale”.
Brandmüller ha definito le pretese secondo cui questa rottura con la Chiesa cattolica sarebbe opera dello Spirito Santo “del tutto fantasiose” e ha affermato che possono essere motivate solamente da un’“assoluta ignoranza dei documenti e dei fatti storici”.
Egli ha anche sostenuto la dignità del Concilio di Trento, dichiarando che “esso fu e rimane un Concilio Ecumenico, ossia un organo che — insieme e al di sotto del papa — riveste il grado più alto del Magistero della Chiesa; l’insegnamento che ha promulgato in modo definitivo è infallibile… I suoi decreti dottrinali sono validi per sempre”.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio] - 12 gennaio 2018

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