Custos, quid de nocte?

I gesti valgono più di tante parole e, come nel caso della decisione di Benedetto XVI, possono imprimere svolte alla mutevole concretezza della storia più di molti documenti ed esortazioni.

Oltre alla sorpresa ed al senso di smarrimento che ci ha fatti sentire tutti più o meno personalmente 'toccati' dall'abdicazione dalla Paternità più eccelsa: quella di Vicario di Cristo in terra, ci scuote la consapevolezza che si tratta di un gesto da cui non si torna indietro.

Ciò non riguarda solo Benedetto XVI che torna ed essere il card. Joseph Ratzinger, ma il futuro della Chiesa tutta, col concilio Vaticano II come tantum aurora est (discorso inaugurale di Giovanni XXIII). Non riesco ad aggiungere altro; non è il momento di lanciarsi in previsioni e/o pronostici. Resto in trepida orante attesa. La mia preghiera è per il Papa uscente - strana, inedita espressione! - e per quello che verrà, nella speranza che la passio Ecclesiae possa essere accorciata dall'infinita Misericordia che ci accompagna e ci sostiene.

C'è chi parla senza mezzi termini della fine dell'epoca del Concilio di Trento. Tuttavia la Chiesa non può identificarsi con nessun Concilio (Trento o Vaticano II che sia), ma con tutta la sua Tradizione costante, i cui connotati sono di fatto sovvertiti...

martedì 12 febbraio 2013

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