Papa Benedetto XVI lascia il pontificato il 28 febbraio

Qualsiasi cosa si voglia pensare, tener sempre ben presenti questi punti.
  1. il primo giorno di pontificato, nel suo primissimo drammatico intervento pubblico, papa Benedetto XVI chiese preghiera affinché non arretrasse di fronte ai «lupi».
  2. una decisione del genere papa Benedetto XVI non l'ha certo presa a cuor leggero o solo per effettiva stanchezza. Se questa mossa è per il bene della Chiesa (e lui ha proprio detto questo!) potete star certi che ci sono altri aspetti che sui titoli dei giornali non sono emersi (né emergeranno mai).
  3. papa Benedetto resta Papa anche dopo le dimissioni (la prerogativa dell'infallibilità in materia di fede e di morale non "scade" certo per l'aver dato giuridicamente le "dimissioni"): il suo ministero, benché all'ombra di un nuovo Papa e lontano dai riflettori e dai sacri palazzi, durerà finché vive.
  4. le "dimissioni" creano un precedente giuridico a cui si appelleranno senza dubbio tutti i nemici della Chiesa: di ogni Papa sgradito (cioè di tutti i pontefici futuri) troveranno modo per parlare di dimissioni ogni giorno. Benedetto XVI è senza dubbio consapevole di questo altissimo prezzo, il che significa che c'è un pericolo grosso e imminente che ha inteso respingere a costo di pagare un simile prezzo.
Insisto a ripetere: non fidiamoci troppo dei giornali - nemmeno quelli specializzati in faccende di Chiesa. E non sottovalutiamo l'instancabile e accanito operare dei lupi (per esempio: ricordate un anno fa? si "prevedeva" la "morte" del Papa...).

11:46 BENEDETTO XVI ANNUNCIA: LASCIO IL PONTIFICATO
 
Il Papa lascia il pontificato dal 28 febbraio. Lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Ha chiesto anche che si indica un conclave per l'elezione del successore.

La decisione sarebbe stata maturata per "mancanza di forze". Il Papa ha spiegato infatti di sentire il peso dell'incarico di Pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa.
 
Nessun segnale lasciava trasparire questa abdicazione. Non ci sono parole, solo sconcerto, trepidazione e preghiera.

Drammatica immagine del Pallio
di Benedetto XVI depositato
sulla tomba di Celestino V

Si parla, come unico precedente, di quello di Celestino V, ma così fecero prima di lui Benedetto IX nel 1045 e Gregorio VI l'anno dopo.. Tuttavia c'è una differenza: Benedetto XVI non fece per viltate il gran rifiuto come Celestino V, il quale sembrava invece coerente con la sua vocazione da eremita, ma rinuncia dopo anni di Pontificato densi di eventi e di prove, sentendo di non reggere il peso del suo grave compito. Anche se è una rinuncia che potrebbe nascondere delle pressioni...

Emblematica la profetica immagine a lato, del pallio deposto sulla tomba di Celestino V, nella cornice delle rovine  di Collemaggio. E però mi sembra significativo che abbia manifestato la sua decisione in un contesto di beatificazione di Martiri per la Fede... E oggi non è l'anniversario delle apparizioni di Lourdes? Che nesso può esserci?
 

 


Questa la dichiarazione riportata da Magister:
 
Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa.
Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.

Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.

Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.

Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice.

Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.

Dal Vaticano, 10 febbraio 2013
BENEDICTUS PP XVI

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