Il congedo definitivo. La Sede per ora è vacante.

Oggi mi è parso di assistere all'agonia del Papato. Una vicenda inedita si dipanava davanti ai nostri occhi e nel nostro cuore. Nel pomeriggio il congedo definitivo e la partenza dal Vaticano di Benedetto XVI, centellinati minuto per minuto, metro dopo metro dalle reti televisive. Allo scoccare dell'hora vigesima la drammatica struggente chiusura del portone della residenza di Castel Gandolfo, dopo la deposizione della 'guardia' da parte degli Svizzeri.

I momenti struggenti vissuti in diretta davanti agli occhi spalancati stupiti turbati emozionati di tutto il mondo rivolti all'evento - come al solito divenuto soprattutto mediatico - che si stava concludendo intorno alla persona di Benedetto XVI, mi hanno fatto pensare che è stato peggio che assistere ai suoi funerali. Tristezza, commozione, pietà filiale...

In questo momento mi sento solo di esprimere una immensa gratitudine per la nostra Santa Messa. Grazie, Papa Benedetto, perché ce l'hai restituita, sdoganandola da un quasi-totale esilio durato fin troppo tempo.

Le ore e i giorni che verranno, il futuro della Chiesa tutta e del mondo intero sono nelle mani potenti e misericordiose del Signore Nostro Gesù Cristo e nella intercessione della Beata Vergine Maria. Oremus pro Papa nostro Benedicto, soprattutto in questo suo arduo momento di pellegrino che inizia l'ultima tappa del suo pellegrinaggio su questa terra. (praticamente le sue ultime parole in pubblico).

Maria Guarini (28 febbraio 2013)

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